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Introduzione
Un tempo la donna veniva definita come il sesso debole in contrapposizione alla figura maschile, centro dominante della vita familiare e sociale. La donna chiedeva protezione e le sue scelte erano condizionate soprattutto dal padre e dal marito. Due figure, queste, essenziali nella vita della donna, che generalmente riusciva a staccarsi dalla famiglia paterna solo perché costituiva la propria con il marito. Oggi la donna italiana sta conquistando un ruolo determinante nella società. Il potere dell'informazione, nuove idee riguardo alla sua posizione sociale, al suo valore, al suo ruolo hanno contribuito a dare un senso diverso, individuale, autonomo alla figura femminile. Oggi ciascuna donna, stimolata e informata dalla televisione, dai giornali, dalla politica, sta diventando sempre più consapevole dei suoi diritti, delle sue possibilità e, soprattutto, di se stessa. Quindi non più donna come soggetto passivo nella società con un ruolo quasi predeterminato da svolgere nella sua vita (da figlia a moglie e da madre a nonna) bensì donna consapevole e cosciente, determinata a realizzare ciò che conta di più per lei stessa, volta a soddisfare i suoi bisogni, le sue aspirazioni, i suoi sogni. La donna diventa dunque soggetto attivo in famiglia, nel mondo del lavoro e nella società. Se la donna oggi decide di dedicarsi solo alla propria famiglia lo fa con convinzione, perché è ciò che desidera veramente senza sentirsi più frustrata e obbligata da questa scelta. Nel mondo del lavoro la donna può ora realizzarsi e trovare spazi e compiti di notevole responsabilità, una volta riservati esclusivamente agli uomini. Per una donna, lavorare significa anche poter disporre di una certa indipendenza economica che è, talvolta, determinante per la sua libertà. Oggi la donna è curiosa, attenta, creativa, moglie, madre, una donna che studia, che lavora, una donna manager, attiva nella vita di tutti i giorni, più aperta a nuove esperienze, insomma, una donna moderna.È una donna che desidera essere bella, essere se stessa, esprimere tutta la sua personalità e la sua femminilità.Questo tipo di donna oggi trascorre molto del suo tempo fuori dalle pareti domestiche, quindi a contatto con la gente, con le persone con cui lavora, con le persone che incontra per la strada, sconosciuti e conoscenti, amici e amiche. Avere maggiori contatti sociali significa certo acquisire grandi vantaggi relazionali, ma porta anche un aumento delle situazioni imprevedibili. La donna che svolge un'attività lontano dalla sua abitazione, che viaggia, che vive sola, che rincasa tardi la sera è, comunque, una potenziale vittima di aggressioni, molestie e soprusi. Deve essere, quindi, compito di ciascuna donna "equipaggiarsi" fisicamente e psicologicamente per affrontare questi tempi. Se è vero che molte donne hanno abbandonato le regole e i vincoli comportamentali delle loro nonne e delle loro madri, è pur vero che molte altre sono ancora a essi sottoposte e, all'interno della famiglia stessa, sono oggetto di soprusi verbali e di violenze fisiche e psicologiche.
L'aggressione è una realtà
Il fatto che ogni giorno le pagine dei quotidiani riportino a grandi titoli atti di violenza e aggressioni più o meno gravi ai danni delle donne dimostra la portata e l'attualità del problema. L'uomo in senso lato è un essere sociale in grado di instaurare rapporti di comunicazione verbale e non verbale con altri suoi simili e vive e svolge la sua attività in gruppo. Perché tale convivenza sia possibile sono state determinate regole e leggi che dovrebbero definire e delineare la sfera di libertà di ciascuno. Se fosse così semplice poter indicare e stabilire tali limiti con precisione, tutto il genere umano vivrebbe felicemente e in pace. Purtroppo la realtà è ben diversa. Molti uomini non conoscono e non controllano la propria aggressività. Questa, infatti, è un aspetto fondamentale del carattere e del comportamento: se ben indirizzata, permette di autorealizzarsi e lottare contro le avversità della vita, in caso contrario è estremamente negativa. Molti uomini infatti lasciano che l'aggressività si manifesti in modo violento causando così dei danni, anche gravi, a se stessi o agli altri.
La "punta di un iceberg"
Non è determinante valutare se una volta c'era più o meno violenza verso le don ne: è, comunque, certo che oggi le cifre relative alle aggressioni si conoscono sempre di più. La donna stessa, maggiormente informata e desiderosa di giustizia, tende più frequentemente a rivolgersi alle autorità o ai centri di assistenza per denunciare le violenze subite. Questo permette di raccogliere dati e cifre e di avere una più chiara idea delle dimensioni e della gravità del problema. Ciò che si viene a sapere degli atti di violenza è solo, tuttavia, "la punta di un iceberg". Secondo molti esperti e professionisti quali medici, psicologi, avvocati e magistrati, oggi ancora un grande numero di violenze si consumano nel silenzio più totale. Soprattutto quelle che avvengono fra le pareti domestiche e sul luogo di lavoro a opera di persone conosciute dalla vittima o a lei legate da stretta parentela vengono spesso taciute dalle donne stesse per pudore e paura.
Cause esterne e interne
Nella società attuale si possono verificare varie circostanze tali da spingere alcuni individui a rapportarsi ad altri e comunicare attraverso atti violenti e azioni delittuose. La mancanza di valori morali stabili e ben definiti, la crisi della famiglia, la difficoltà di trovare un impiego e un guadagno sicuro, il problema dell'immigrazione dovuto alla carenza di adeguate strutture sociali, l'incapacità di avere una chiara identità di se stessi e di costruirsi una personalità equilibrata, il piacere di compiere azioni avventurose, il desiderio di emulare scene cinematografiche forti e violente, le azioni e i comportamenti prodotti dalla noia e dal poco senso di responsabilità, la mancanza di rispetto verso gli altri, sono tutte motivazioni esterne che possono creare negli individui conflitti interiori di insoddisfazione e l'incapacità e l'impossibilità di risolverli positivamente spesso è causa di comportamenti e atteggiamenti violenti. La sete individuale di potere, gli impulsi di dominio, il desiderio di prevaricazione e l'arroganza spingono alcuni uomini a occupare lo spazio e la libertà altrui, a non rispettare le esigenze e le necessità degli altri imponendosi con la forza e la violenza e instaurando una forma di comunicazione basata su aggressioni verbali, psicologiche e/o fisiche.
Lo stupro
Lo stupro rappresenta l'aggressione ai danni della donna a più alta pericolosità. Le conseguenze derivanti da una violenza sessuale sono traumatiche dal punto di vista fisico, emotivo e psicologico. Molte aggressioni sessuali, e in particolare lo stupro, possono essere attuate sia da una persona sconosciuta sia da un conoscente e un parente. Amici o fidanzati che desiderano qualcosa di più dalla donna e, in seguito a ripetuti rifiuti, vivono una frustrazione tale che da seduttori possono trasformarsi in aggressori irrazionali e violenti. Partner o parenti incapaci di instaurare sani rapporti di comunicazione con la propria moglie, fidanzata, figlia o parente sfogano i loro istinti sessuali attraverso molestie e rapporti violenti. Ciascuna donna può scegliere se diventare una vittima o se far valere il suo diritto di difendersi, di non essere oggetto di deviazioni psicologiche e sessuali contro la sua volontà, di non essere una valvola di scarico della tensione emotiva. A seconda della particolare circostanza e della persona che compie la violenza potete scegliere la migliore soluzione atta a salvaguardare la vostra incolumità. Se vi trovate quindi in una situazione di emergenza, mantenete la calma e la lucidità mentale, valutate la possibilità di utilizzare con prontezza e determinazione le tecniche di difesa personale per liberarvi dall'aggressore e cercate immediatamente una via di fuga. Se la circostanza si rivela più difficile, per esempio quando le aggressioni si verificano in ambito familiare, dove la scelta di non sottostare alla violenza presenta delle variabili più complesse, come la presenza dei figli, il problema economico o la paura di dover abbandonare il tetto coniugale, valutate la possibilità di rivolgervi ai centri di assistenza per la donna maltrattata. Sono centri costituiti da volontari molto sensibili al problema della violenza sulle donne, di altissima qualità professionale e molto discreti che danno effettivamente un aiuto fisico, materiale e, soprattutto, psicologico alla donna stessa. L'aggressione sessuale può. altresì, essere perpetrata da sconosciuti che agiscono sia singolarmente sia in gruppo. Può capitare a qualunque donna indipendentemente dall'età, dal ceto sociale, dall'abbigliamento, dall'ora de! giorno e dal luogo. Gli aggressori agiscono secondo una logica così individuale, personale, particolare e inaspettata che molte volte è impossibile da prevedere. Generalmente sono molto decisi e determinati, si avvantaggiano spesso di un'arma o, comunque, di un oggetto che può ferire o usano la minaccia e le botte per far cedere la vittima. Se l'aggressore è solo ci sono però buone possibilità di reagire con successo. Se vi doveste trovare in tale situazione, sentitevi forti della vostra piena volontà di non cedere alla violenza, difendetevi innanzi tutto dai colpi che potrebbe infliggervi l'aggressore per stordirvi, botte o schiaffi, parandoli o schivandoli con efficacia e decisione. Quasi certamente, se dimostrate subito di essere una preda non troppo facile, se vi ribellate con tecniche efficaci, se usate buon senso e astuzia, metterete l'aggressore in difficoltà e questo, molto probabilmente, preferirà scegliere una potenziale vittima meno reattiva e determinata di voi. Se l'aggressore persiste, non fatevi prendere dal panico, mantenete sempre la calma e cercate di dissuaderlo parlandogli. Ditegli che siete affette da una malattia venerea, che avete l'AIDS o che siete in stato di gravidanza. Evitate di urlare se siete sotto la minaccia di un'arma o in un posto deserto: le vostre grida potrebbero innervosire l'aggressore che cercherà di ridurvi al silenzio usando più violenza. Potete altresì tentare di disgustare l'assalitore con un comportamento che potrebbe indurlo a lasciarvi perdere: mettetevi due dita in gola e vomitate, urinate o defecate. In qualche caso questa strategia si è rivelata utile. Se tutto ciò non dovesse far presa sulla volontà dell'aggressore, non fatevi cogliere dal terrore, rimanete tranquille e date l'impressione di fare tutto ciò che lui vuole, assicuratelo sulla vostra collaborazione. Una vostra frase come "Non mi fare male, (farò tutto ciò che vorrai" può determinare un allentamento dell'attenzione e della tensione dello stupratore che, sicuro della vostra cedevolezza, potrebbe assumere un atteggiamento meno rigido e lasciarsi andare. Un vostro sorriso o i vostri modi calmi possono altresì farlo sentire tranquillo e padrone della situazione. Proprio allora colpitelo seriamente nei punti vitali con tecniche secche, decise e precise. Lo stupro può essere consumato con la vittima sdraiata sul ventre o sulla schiena.
Tentativo di stupro sul ventre
Lo stupro sul ventre è il più pericoloso, perché la vittima ha pochissime possibilità di liberarsi e rimane in balia dell'aggressore. Costui può afferrarvi le braccia e bloccarle dietro la schiena, quindi obbligarvi a inginocchiarvi o sdraiarvi spingendovi con il peso del suo corpo e utilizzare la mano libera per allargarvi le cosce e approfittare di voi. Fortunatamente sono rari i casi in cui l'aggressore usa questa posizione, perché più frequentemente agisce contro la vittima sdraiata sul dorso per godere anche delle sue smorfie di paura e di dolore.
Lo studio della difesa personale
Accostarsi allo studio della difesa personale è il primo passo verso la consapevolezza e l'amore per se stesse. Significa aver capito i propri limiti, il problema e il pericolo delle aggressioni, e scegliere una soluzione positiva e determinante! Conoscere le tecniche di autodifesa non vuol dire perdere la femminilità, diventare violente e aggressive, ma arricchirsi di nuove conoscenze, nuove tattiche per affrontare le situazioni difficili e pericolose e vivere più serenamente e tranquillamente. La vera difesa personale inizia "dentro" ciascuna di voi, dalla immagine che avete di voi stesse. Se vi sentile degne di valore e di rispetto, saprete come farvi accettare e farvi rispettare dagli altri. La difesa, comunque, dipende anche da una maggior attenzione a ciò che succede attorno a voi, dalla vostra capacità e abilità di evitare certi pericoli e le situazioni che potrebbero danneggiarvi.